"Morire, dormire, forse sognare"

16 AGO 20
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La politica e la realtà procedono dall'origine su binari paralleli, non siincontrano mai se non nella convergenza di un punto nell'infinito, che è illuogo dei sogni. Ogni movimento rivoluzionario della storia ha tentato direalizzare tale punto, questo è da sempre l’inganno luciferico: trasporreil miracolo in metodo e per eterogenesi dei fini ottenere esiti affattoopposti a quelli promessi. La dittatura del politicamente corretto ciconferma che a pesare ai fini politici non è la verità bensì unaqualsivoglia tendenza di essa supplente: Berlusconi è assai pocopoliticamente corretto, preferisce amare le belle donne che adeguarsi alparametro omosessualista e dissolve le tradizioni ideologiche, Fini invecelo è molto e infatti pur di farsi applaudire ripete ogni diktatdell'ideologia contemporanea e s'atteggia a nuovo Robespierre. La realtàdescritta dalla tribuna politica appare perciò rovesciata: Berlusconi è unbieco censore eppure la tv pubblica è costellata di programmi e guittimilitanti a sinistra, Feltri è una voce del regime eppure è l'unicogiornalista a non rimanere impunito per una sua calunnia e l'unico (insiemea Fede e Belpietro) a necessitare la scorta. Questi sono paradossi solo senon si considera l’universo separato in cui si costituisce la politicarispetto alla vita, l'una e l'altra sono vasi incomunicanti che vanamente lademocrazia, altro sogno rivoluzionario, aveva promesso di collegare ma cheha finito invece per separare ulteriormente, chè a essere separati oggi nonsono più i sovrani eletti da Dio e il popolo ma è il popolo a esserseparato in se stesso. Nell’età di mezzo fra la Genesi e l’Apocalissenessuno è in grado di sognare se non mentre dorme, il sogno a occhi apertiè uno stato mistico esclusivo di chi già ora vive nell’Infinito, perquesto non si può fare politica coi sogni ma solo rimanendo vigili,accettando cioè la diacronia fra i ritmi vitali e quelli civili: politicaè rinunciare a esser come Dio per il bene comune.